Se quella volta avessi comprato BitCoin…oggi sarei ricco?

Il ragazzo inglese che nel 2010 in Florida si è fatto pagare 2 pizze in BitCoin (oggi quelle 2 pizze varrebbero 20 milioni di dollari), il camionista che 10 anni fa ha investito 5 euro in Bitcoin e adesso è milionario, la casalinga che non ricordava di avere un wallet con 100 Bitcoin ecc ecc… sono solo alcune delle tante storie che ruotano intorno alla più celbre delle criptovalute. E basta fare un giro in rete per essere sommersi di frasi tipo “se avessi investito in Bitcoin allora oggi avresti…se avessi creduto in Bitcoin oggi saresti milionario“.

Tanta, tantissima pubblicità, fin troppa ovviamente e, come accade in questi casi, grande speculazione su un argomento che inizia solo di recente ad avere un interesse mediatico e una diffusione pubblica, soprattutto vista la crescita esponenziale che ha avuto il Bitcoin nell’ultimo periodo.

Bitcoin dove arriverà? Obbiettivi futuri

Quello che è certo e innegabile è che ci sia stata un’impennata per la regina delle criptomonete. Ma non si può non notare l’estrema volatilità a cui sono sottoposte le criptovalute. A dicembre 1 Bitcoin valeva oltre 20 mila dollari per poi ritornare in poche settimane a 5000, una instabilità che rende nervosi i traders e rende difficile pianificare un investimento a lungo termine.
Per quanto riguarda il futuro di bitcoin alcuni stimano che potrà raggiungere quota 500 mila o 1 milione di euro entro pochi anni. Uno fra tutti è John McAfee, fondatore di McAfee uno degli antivirus più noti al mondo, che proprio recentemente ha iniziato a minare Ethereum e altre criptovalute poichè crede nel valore di queste monete digitali tanto da aver detto di mangiarsi “i suoi attributi” se il valore di bitcoin non raggiungerà il milione di dollari entro il 2020. (Sì, incredibile!)
Inoltre negli ultimi tempi sono in aumento anche gli esercizi commerciali che iniziano a farsi pagare in Bitcoin, anche se per il momento ad essere prevalenti sono gli acquisti digitali (come software) piuttosto che i prodotti di uso quotidiano come ad esempio il pane nel panificio sotto casa.
A causa delle alte commissioni pagare direttemente in Bitcoin non sembra ancora abbastanza conveniente al punto che 3 panini potrebbero costare molto di più del loro prezzo reale. Certo ci sono già delle soluzioni, come le carte di credito che si ricaricano con le criptovalute e poi eseguono transazioni come fossero carte di credito nella valuta a noi familiare. Ma siamo ancora distanti da un utilizzo di massa ovviamente.

In questo post ovviamente non vogliamo sindacare sul valore intrinseco e culturale delle criptomonete. E’ davvero innegabile che la soluzione proposta da bitcoin e le altre rappresenti il futuro della moneta e il cambiamento dei mezzi di pagamento tradizionali che noi tutti oggi conosciamo.
In più, essendoci un limite massimo di Bitcoin in circolazione l’inflazione per questa tipologia di strumenti monetari non esisterà, tutelando quindi il potere d’acquisto di chi possiede i bitcoin. La blockchain, cioè il sistema che permette a queste monete digitali di essere scambiate, e la decentralizzazione, in altre parole il fatto di non avere un ente centrale che le gestisce, rende di fatto le cryptomonete “libere” dalla politica dei governi e permette ai possessori di essere finalmente, nel bene e nel male, titolari del proprio capitale.

Ma allora cosa non ci piace di questa storia?

Bitcoin-logoHai presente la pubblicità del camionista che ha investito 5 dollari in Bitcoin anni fa e oggi è milionario, o della casalinga che è diventata ricca perché aveva per sbaglio dei bitcoin acquistati solo qualche tempo prima?
Certo alcune storie sono vere, ma in realtà l’effetto piscologico su cui si fa leva è piuttosto opinabile. Il Bitcoin infatti non è passato dal valore di pochi centesimi di dollaro a 20 mila dollari in pochi giorni. Lo ha fatto in anni (circa 7 anni), periodo in cui ha avuto anche forti oscillazioni al ribasso e al rialzo, come in questo periodo.
L’andamento di mercato e il catastrofismo spesso generato dai media, nonché l’opposizione alle criptovalute operata da stati come la Cina e il Venezuela, hanno ovviamente influenzato chi aveva nel proprio wallet i Bitcoin, portandoli spesso a convertirli in euro/dollari o altra valuta laddove fosse possibile prima di un’eventuale caduta del prezzo.

Proviamo a fare un esempio immaginando un certo Mario che nel 2011 ha comprato 100 Bitcoin per una cifra totale di 100 dollari (in quel periodo 1 dollaro = 1 Bitcoin).
Il valore di questi Bitcoin nel tempo è salito e sceso in base alla variabilità del mercato. Considerando questa volatilità, una volta che 1 Bitcoin è arrivato a valere 500 o 1000 dollari (e forse anche prima) possiamo immaginare che il nostro Mario abbia iniziato a fare qualche conto (si parlava infatti già di un valore di 100 mila dollari…un bel guadagno!) e magari abbia deciso, da buon padre di famiglia, di vendere i suoi Bitcoin e di convertire il capitale invece di attendere. Niente di strano, no?
Tutto ciò per dire che potenzialmente è vero che chi ha investito molto presto ha avuto la possibilità di fare grandi guadagni, ma solo se in barba a qualsiasi rumor e desiderio non ha mai pensato di convertire i suoi amati Bitcoin.
Il rischio infatti è sempre dietro l’angolo, il futuro è imprevedibile e ognuno ha un modo di ragionare differente e una visione soggettiva sul denaro. Certo sapendo che il prezzo sarebbe salito ancora chiunque avrebbe tenuto i suoi Bitcoin, ma questo è un altro discorso…

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E ora? Cosa ci aspettiamo da Bitcoin?

Il futuro è tutto da scoprire e basta fare un giro in rete per capire che sono in molti a considerare il Bitcoin e le altre criptovalute il futuro della moneta e della ricchezza, da tenere quindi in portafoglio per assistere ad una rivalutazione nel tempo. Blockchain e criptovalute sono anche fra i temi portanti di MoneyConf 2018, la conferenza fintech più importante a livello mondiale.
Ovviamente tutto ciò che è scritto in questo post è un’interpretazione personale e non un consiglio di investimento. Anzi l’obbiettivo è solo quello di fornire una visione differente rispetto alle pubblicità “Se avessi investito quella volta oggi avrei“…perché lo sanno tutti che con i “se” e con i “ma” non si va molto lontano, e il treno di Bitcoin per molti è appena partito.

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